sabato 26 maggio 2012

Non lo so


Non lo so, te l'ho già detto.
Come cosa?
Non lo so. 
Tutto quanto.
Ho fatto, ho detto, sono diventato.


Di cosa vuoi parlare? 
Dillo, dillo tu.
Non mi tiro mica indietro sai!
Trovo il modo per parlare un po' di tutto.
Sì, parliamone, ecco.


I tigli, sì.
Anche per quest'anno sono fioriti.
Che ti aspettavi?
E ieri ho avvistato i primi fiori d'iperico.
Ispidi e forti.
La rucola no, non si dovrebbe farla andare in fiore.
Ma amo il riciclo, perciò accetta questi!

Se vuoi posso camminare su una fune!

Per dare... sì, do. Non troppo.
Ma neanche troppo poco.
Faccio la mia parte insomma. Ma.


Non lo so. Cioé voglio dire.
Alla fine. Sì alla fine.
Non per forza quella fine.
Intendo dire: in fondo.
Tutto questo.
A volte viene il dubbio.
A te non viene mai?
Come quale dubbio.
Il dubbio che poi.


Non lo so via.
Del resto fin dall'inizio l'avevo detto.
Non ci siamo capiti.
Forse è meglio.
Lo preferisco.


Ma i tuoi occhi, di che colore sono?
Ed io.
Com'è che mi sono chiamato?

venerdì 20 aprile 2012

sono un povero stupido

"L'ironia praghese è un gioco apparentemente infantile, folle e stupido in un senso superiore, è la battaglia contro una felicitante teoria dello stato e contro l'apparato burocratico. Naturalmente è anche coscienza della vanità di tale lotta. E' l'abolizione di una soggettività che è giunta fino in fondo, è la più alta libetà possibile nel mondo senza dio" Bohumil Hrabal

domenica 15 aprile 2012

giovedì 8 marzo 2012

C - 6 : colpito l'incrociatore

"Ci sono persone che ci vivono nello sguardo degli altri. Esistono solo lì, ed è lì che si sentono a casa."

F. De Paolis

mercoledì 7 marzo 2012

Incontri letterari

"E' la gestione dell'incoffessabile che rende estremamente diversi gli esseri umani"
Federica De Paolis

sabato 25 febbraio 2012

Prima di straripare

Gli occhi da cerbiatto fuori contesto, di chi è lì perché tutto il mondo balbetta le stesse parole, ma vorrebbe ben più di quel ballo in maschera, ben più di quello scontrarsi di bicchieri in brindisi semifelici. Quegli occhi che chiamano un altrove, abbinati a quell'aria schiva, di disinteresse e disincanto troppo precoci. Di scetticismo, di sfida.

Poche uscite, ma mai lisce, sempre a provare un limite, a cercare di bucare il velo di un'apparenza, per provare a vedere cosa c'è di là, se è davvero tutto in ordine come la superficie vorrebbe dare ad intendere; oppure se di là c'è il caos, il disordine lasciato da una partenza improvvisa, o quello ancora più frammentato provocato da un'esplosione.

Si può solo tacere con pienezza e salutarsi un attimo prima di straripare.

venerdì 24 febbraio 2012

domenica 15 gennaio 2012

Un amore felice

Un amore felice. È normale?

È serio? È utile?

Che se ne fa il mondo di due esseri

che non vedono il mondo?

Innalzati l’uno verso l’altro senza alcun merito,
i primi qualunque tra un milione, ma convinti
che doveva andare così — in premio di che?
Di nulla;

la luce giunge da nessun luogo —

perché proprio su questi, e non su altri?
Ciò offende la giustizia? Sì.

Ciò infrange i princìpi accumulati con cura?
Butta giù la morale dal piedistallo?
Sì, infrange e butta giù.

Guardate i due felici:

se almeno dissimulassero un po’,

si fingessero depressi, confortando così gli amici!

Sentite come ridono — è un insulto.

In che lingua parlano — comprensibile all’apparenza.

E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,

quei bizzarri doveri reciproci che s’inventano

sembra un complotto contro dell’umanità!

È difficile immaginare dove si finirebbe
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe restare più nel cerchio?

Un amore felice. Ma è necessario?

Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come d’uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
capita, in fondo, di rado.

Chi non conosce l’amore felice

dica pure che in nessun luogo esiste l’amore felice.

Con tale fede sarà più lieve vivere e morire.

Wislawa Szymborska

mercoledì 30 novembre 2011

inoltre


per ricordarmi di quella volta in cui il sangue si gelò

Pina Bausch

cadere - tirarsi su per i capelli
abbandonarsi alla gravità - sorreggere
avanzare ciecamente - sgombrare il cammino dagli ostacoli
abbracciare senza abbracciarsi,
baciare senza baciarsi.



ma le parole non possono.