giovedì 8 marzo 2012

C - 6 : colpito l'incrociatore

"Ci sono persone che ci vivono nello sguardo degli altri. Esistono solo lì, ed è lì che si sentono a casa."

F. De Paolis

mercoledì 7 marzo 2012

Incontri letterari

"E' la gestione dell'incoffessabile che rende estremamente diversi gli esseri umani"
Federica De Paolis

sabato 25 febbraio 2012

Prima di straripare

Gli occhi da cerbiatto fuori contesto, di chi è lì perché tutto il mondo balbetta le stesse parole, ma vorrebbe ben più di quel ballo in maschera, ben più di quello scontrarsi di bicchieri in brindisi semifelici. Quegli occhi che chiamano un altrove, abbinati a quell'aria schiva, di disinteresse e disincanto troppo precoci. Di scetticismo, di sfida.

Poche uscite, ma mai lisce, sempre a provare un limite, a cercare di bucare il velo di un'apparenza, per provare a vedere cosa c'è di là, se è davvero tutto in ordine come la superficie vorrebbe dare ad intendere; oppure se di là c'è il caos, il disordine lasciato da una partenza improvvisa, o quello ancora più frammentato provocato da un'esplosione.

Si può solo tacere con pienezza e salutarsi un attimo prima di straripare.

venerdì 24 febbraio 2012

domenica 15 gennaio 2012

Un amore felice

Un amore felice. È normale?

È serio? È utile?

Che se ne fa il mondo di due esseri

che non vedono il mondo?

Innalzati l’uno verso l’altro senza alcun merito,
i primi qualunque tra un milione, ma convinti
che doveva andare così — in premio di che?
Di nulla;

la luce giunge da nessun luogo —

perché proprio su questi, e non su altri?
Ciò offende la giustizia? Sì.

Ciò infrange i princìpi accumulati con cura?
Butta giù la morale dal piedistallo?
Sì, infrange e butta giù.

Guardate i due felici:

se almeno dissimulassero un po’,

si fingessero depressi, confortando così gli amici!

Sentite come ridono — è un insulto.

In che lingua parlano — comprensibile all’apparenza.

E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,

quei bizzarri doveri reciproci che s’inventano

sembra un complotto contro dell’umanità!

È difficile immaginare dove si finirebbe
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe restare più nel cerchio?

Un amore felice. Ma è necessario?

Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come d’uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
capita, in fondo, di rado.

Chi non conosce l’amore felice

dica pure che in nessun luogo esiste l’amore felice.

Con tale fede sarà più lieve vivere e morire.

Wislawa Szymborska

mercoledì 30 novembre 2011

inoltre


per ricordarmi di quella volta in cui il sangue si gelò

Pina Bausch

cadere - tirarsi su per i capelli
abbandonarsi alla gravità - sorreggere
avanzare ciecamente - sgombrare il cammino dagli ostacoli
abbracciare senza abbracciarsi,
baciare senza baciarsi.



ma le parole non possono.

giovedì 24 novembre 2011

Nazim Hikmet

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

martedì 15 novembre 2011

Tokyo

Cosa c'è di più radicale della "paura di non essere amabili"?
C'è! C'è un livello più profondo. Di questo credo parli il primo episodio di Tokyo.



Ci si rinchiude in un ordine asettico, in un mondo rigidamente - per quanto artisticamente - tenuto sotto controllo, per proteggersi dalle turbolenze della vita e delle relazioni. Eppure, a volte, un dettaglio, scorto da uno sguardo mantenuto ostinatamente basso, può essere così sottile da scovare quell'unica crepa da cui filtrare. E da lì il mondo può fare breccia.
Ci si pensa diversi, rari, quasi unici nell'isolamento e la sorpresa è che tutti, come te, sono diventati Kikikomori.
C'è qualcosa che spinge fuori, che non si lascia - né ci lascia - inscatolare allo stato di monade.
Più potente della paura d'incontrare, quella forza fa tremare la terra e le pareti dei bunker finemente arredati. E' il terzo episodio.
Il secondo è Una Merda! Ben composta e arrotolata però!

Cara



Cosa ho davanti, non riesco più a parlare
dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare
vuoi andare a dormire.
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare
sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli, ci si può fidare.

Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento
non c'è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
e debbo stare attento a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino.........

La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano
e cascare dentro un letto.....
che pena...che nostalgia
non guardarti negli occhi e dirti un'altra bugia
A..Almeno non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.

Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla
e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano
ma so già cosa pensi, tu vorresti partire
come se andare lontano fosse uguale a morire
e non c'e' niente di strano ma non posso venire

Così come una farfalla ti sei alzata per scappare
ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori per provare anch'io a volare
e la notte cominciava a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava di contare le sue stelle
io li sotto ero uno sputo e ho detto "OLE'" sono perduto.

La notte sta morendo
ed e' cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me l' ho gia detto
che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto.

Lontano si ferma un treno
ma che bella mattina, il cielo e' sereno
Buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce e così sia.